PROFILASSI VACCINALE

Le domande più frequenti

La WSAVA (World Small Animal Veterinary Association) ha pubblicato, nel 2016, le nuove linee guida dei protocolli vaccinali per il cane e per il gatto. Poiché sarebbe impossibile trattare qui in maniera esaustiva tutti protocolli, cercheremo di riassumere sinteticamente quelli per le malattie più comuni per cani, gatti e conigli che vivono in ambiente domestico escludendo, quindi, canili, gattili e/o colonie.

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FAQs | Frequently asked questions

Le malattie per cui esiste una vaccinazione sono molte e vengono divise in vaccinazioni “core“, cioè consigliate in ogni situazione di luogo e di vita del cane e sono parvovirosi, cimurro ed epatite, e “non core“, cioè consigliate a seconda del luogo e del tipo di vita del cane, e sono leptospirosi, rabbia, parainfluenza, bordetella, leishmania. Ce ne sono altre, ma sarebbe impossibile trattarle tutte in questa sede. Vediamo brevemente le principali.

PARVOVIROSI: è una malattia virale che colpisce soprattutto il cucciolo nel quale presenta una mortalità molto elevata e un decorso molto rapido con sintomi prevalentemente gastro-enterici, di grave prostrazione e febbre: si trasmette attraverso le feci infette di un altro animale per contatto diretto o indiretto grazie alla sua resistenza ambientale.

CIMURRO: è una malattia virale del genere Morbillivirus che colpisce soprattutto gli animali giovani manifestandosi, principalmente, con sintomi respiratori e/o neurologici e si trasmette per via aerogena (tosse, starnuti, scolo nasale e oculare, ecc.).

EPATITE: è una malattia virale che colpisce i canidi causando un’epatite acuta e si può manifestare con sintomi gastro-enterici, letargia, febbre, epatomegalia, ecc. e si trasmette per contatto diretto attraverso la saliva, feci o urine di un animale infetto.

LEPTOSPIROSI: è una malattia batterica che colpisce i mammiferi di qualunque età e può variare da uno stato asintomatico fino a uno stato grave con morte dell’animale colpendo in maniera acuta fegato, spesso con ittero, e reni, spesso con gravi alterazioni funzionali. Si trasmette per il contatto con urine di un animale infetto, sia per via diretta che indiretta, come nelle pozzanghere e acque reflue.

PARAINFLUENZA: è una malattia virale che provoca sintomi respiratori in cani non vaccinati di qualunque età: si trasmette per via aerogena attraverso tosse, starnuti, scolo nasale, ecc. ed è frequente negli ambienti affollati di cani e strettamente a contatto tra di loro.

LEISHMANIA: è una malattia protozoaria che colpisce i cani di qualunque età ed è presente soprattutto nelle zone costiere del centro-sud Italia e può causare sintomi anche molto diversi tra loro: si trasmette attraverso il morso del “flebotomo”, un insetto ematofago.

RABBIA: è una malattia virale che può colpire qualunque mammifero di qualunque età causando sintomi neurologici e aggressività, si trasmette attraverso la saliva e presenta un decorso fatale. In Italia non è più una vaccinazione obbligatoria, lo diventa solo in caso di uscita dai confini nazionali.

Le malattie per cui esiste una vaccinazione sono molte e vengono divise in vaccinazioni “core“, cioè consigliate in ogni situazione di luogo e di vita del gatto e sono panleucopenia felinarinotracheite infettiva e calicivirosi, e “non core“, cioè consigliate a seconda del luogo e del tipo di vita del gatto, e sono leucemia felina, clamidiosi e rabbia. Ce ne sono altre, ma sarebbe impossibile trattarle tutte in questa sede.

PANLEUCOPENIA: è una malattia virale potenzialmente letale per i gattini e presenta una sintomatologia prevalentemente gastro-enterica, di grave prostrazione e a rapida azione. Si trasmette attraverso il contatto con feci e urine di un animale infetto anche indirettamente, poiché presenta un’alta resistenza ambientale che può arrivare fino a 10 mesi.

RINOTRACHEITE INFETTIVA: è una malattia virale legata all’Herpesvirus felino (FHV-1) che si manifesta prevalentemente con sintomi respiratori come tosse, scolo nasale e oculare, starnuti, febbre, ecc.: si trasmette sia attraverso il contatto diretto con secrezioni (saliva, starnuti, lacrime, scolo nasale, ecc.) di un animale infetto che attraverso un vettore, per esempio l’uomo, che tocca animali sani, ciotole, ecc. senza essersi lavato le mani dopo il contatto con le secrezioni di un animale infetto.

CALICIVIROSI: è una malattia virale molto frequente e molto simile alla rinotracheite infettiva che causa congiuntivite, rinite, gengivite e ulcere buccali. Si trasmette sia attraverso il contatto diretto con secrezioni (saliva, starnuti, lacrime, scolo nasale, ecc.) da un animale infetto che attraverso un vettore, come l’uomo, che tocca animali sani, ciotole, ecc. senza essersi lavato le mano dopo il contatto con le secrezioni di un animale infetto.

LEUCEMIA FELINA: è una malattia virale a decorso quasi sempre fatale che colpisce più facilmente i gatti giovani che vivono all’aperto: si trasmette durante la gravidanza o attraverso il contatto con saliva, secrezioni o sangue di un animale infetto.

CLAMIDIOSI: è una malattia batterica che colpisce i gatti di tutte le età che vivono in casa o all’esterno e provoca scolo nasale, scolo oculare, riniti, congiuntiviti: si trasmette per via aerogena attraverso le secrezioni (starnuti, tosse, lacrime, ecc.) o per contatto anche attraverso l’uomo (accarezzare un gatto malato e poi uno sano senza pulirsi, toccare le ciotole con mani sporche, ecc.)

RABBIA: è una malattia virale che può colpire qualunque mammifero di qualunque età, si trasmette attraverso la saliva e presenta un decorso fatale. In Italia non è più una vaccinazione obbligatoria, lo diventa solo in caso di uscita dai confini nazionali.

La malattie per cui si vaccina un coniglio sono la Myxomatosi e la Malattia Emorragica Virale (MEV).

MYXOMATOSI: è una malattia altamente infettiva, quasi sempre mortale, che si può presentare con decorso acuto, iperacuto, subacuto o cronico. Si trasmette per contatto diretto con un animale infetto o attraverso vettori come pulci, zecche, acari, flebotomi, ecc.

MALATTIA EMORRAGICA VIRALE (MEV): è una malattia altamente infettiva, quasi sempre mortale, che si presenta con epatite necrotizzante. Si trasmette sia per via aerogena che orale attraverso secrezioni come urina, saliva, lacrime, ecc. oltre che per via indiretta attraverso vettori (pulci, mosche e zanzare) o carcasse infette, acque contaminate da escreti, ecc.

La profilassi vaccinale può essere iniziata a differente età a seconda del tipo di malattia contro cui si vaccina. Quelle riportate si riferiscono alle linee guida WSAVA 2016 ma possono esserci delle differenze dovute alla diversa registrazione del foglietto illustrativo da parte dell’azienda produttrice. Si raccomanda quindi di NON assumere quanto scritto successivamente come assoluto.
Vediamo le principali malattie.

CANE

Parvovirosi: la prima vaccinazione può essere fatta a 6-8 settimane di età e l’immunità insorge dopo 7 giorni ma in maniera dipendente dagli anticorpi materni che possono anche azzerare la risposta immunitaria.

Cimurro: la prima vaccinazione può essere fatta a 6-8 settimane di età e l’immunità insorge dopo 7 giorni ma in maniera dipendente dagli anticorpi materni che possono anche azzerare la risposta immunitaria.

Epatite: la prima vaccinazione può essere fatta a 6-8 settimane di età e l’immunità insorge dopo 14 giorni ma in maniera dipendente dagli anticorpi materni che possono anche azzerare la risposta immunitaria.

Leptospirosi: la prima vaccinazione può essere fatta a 8 settimane di età.

Parainfluenza e Bordetella bronchiseptica: la prima vaccinazione può essere fatta a 6-8 settimane e l’immunità insorge dopo 26 giorni ma in maniera dipendente dagli anticorpi materni che possono anche azzerare la risposta immunitaria.

Rabbia: la prima vaccinazione può essere fatta dopo i 3 mesi di età.

GATTO

Panleucopenia: la prima vaccinazione può essere fatta a 6-8 settimane e l’immunità è dipendente dagli anticorpi materni che possono anche azzerare la risposta immunitaria.

Rinotracheite infettiva: la prima vaccinazione può essere fatta a 6-8 settimane e l’immunità è dipendente dagli anticorpi materni che possono anche azzerare la risposta immunitaria.

Calicivirosi: la prima vaccinazione può essere fatta a 6-8 settimane e l’immunità è dipendente dagli anticorpi materni che possono anche azzerare la risposta immunitaria.

Leucemia felina: la prima vaccinazione può essere fatta a 8 settimane e l’immunità è dipendente dagli anticorpi materni che possono anche azzerare la risposta immunitaria.

Rabbia: la prima vaccinazione può essere fatta dopo i 3 mesi di età.

I richiami vaccinali dipendono dal tipo di vaccino, dall’età in cui si effettua l’iniezione, dallo stato vaccinale nel caso di animale adulto e dal tipo di ambiente in cui vive l’animale (canile, gattile, colonia, appartamento, ecc.)
I cuccioli, attraverso il colostro, assumono gli anticorpi materni che hanno il compito di difenderli nelle prime settimane di vita in cui il loro sistema immunitario non è ancora ben sviluppato ed efficace e questo può interferire con la risposta anticorpale ai vaccini. Pertanto, in linea generale, la WSAVA consiglia nei cuccioli il richiamo delle vaccinazioni ogni 2-4 settimane fino al compimento della 16° settimana di età, momento in cui gli anticorpi materni non sono più presenti nell’organismo del cucciolo e non possono più interferire.

CANE

Nel cucciolo le vaccinazioni “core” (parvovirosi, cimurro ed epatite) e quelle “non core” (parainfluenza e leptospirosi) vengono richiamate ogni 2-4 settimane fino al compimento della 16° settimana di età: successivamente il richiamo per tutte le malattie si effettua a 6 o 12 mesi dall’ultima vaccinazione.
Dopo il richiamo a 6 o 12 mesi, nel cane adulto le vaccinazioni “core” vengono richiamate ogni 3 anni mentre quelle “non core” ogni anno. Per le vaccinazioni “core” viene anche suggerita la titolazione anticorpale per ogni malattie eseguendo il richiamo solo nel caso in cui la protezione non fosse sufficiente.
Nel caso in cui la profilassi vaccinale fosse iniziata in un adulto o in un soggetto di cui non si conoscesse la storia vaccinale, per le malattie “core” è sufficiente una sola iniezione mentre per quelle “non core” è consigliato il richiamo dopo 2-4 settimane.

GATTO

Nel gattino le vaccinazioni “core” (panleucopenia, rinotracheite infettiva e calicivirosi) e quelle “non core” (leucemia felina e clamidiosi) vengono richiamate ogni 2-4 settimane fino al compimento della 16° settimana di età: successivamente il richiamo per tutte le malattie si effettua a 6 o 12 mesi dall’ultima vaccinazione.
Dopo il richiamo a 6 o 12 mesi, nel gatto adulto le vaccinazioni “core” vengono richiamate ogni 3 anni mentre quelle “non core” ogni anno. Un discorso a parte viene fatto per la leucemia felina poiché le linee guida la consigliano ogni 3 anni mente i foglietti illustrativi registrati la consigliano ogni anno.
Nel caso in cui la profilassi vaccinale fosse iniziata in un adulto o in un soggetto di cui non si conoscesse la storia vaccinale, per tutte le malattie “core” e “non core” è consigliato il richiamo dopo 2-4 settimane.

RABBIA

La validità della vaccinazione antirabbica dipende dal tipo di vaccino utilizzato: nell’Ambulatorio Veterinario ALTAIR viene usato un vaccino che, fin dalla prima iniezione, ha una validità di 3 anni.

Le vaccinazioni non sono “pericolose” in senso stretto ma possono presentare, come tutti i farmaci, degli effetti collaterali.
Ricordiamoci che, grazie alla diffusione sempre maggiore delle vaccinazioni, molte malattie infettive dei nostri animali presentano ora una diffusione minimale e questo ha contribuito all’allungamento delle aspettative di vita dei nostri cani, gatti, furetti, conigli, ecc.
Quali possono essere, quindi, gli effetti collaterali dei vaccini? Essi sono molto rari, circa lo 0,14% dei casi, e li possiamo riassumere in alcune categorie specificando che la gravità dei sintomi può essere molto variabile.

Sintomi lievi: sono quelli più frequenti e possono manifestarsi con un breve periodo (24-48 ore) di apatia, poca voglia di mangiare e/o di giocare, febbre, qualche episodio di vomito o diarrea.
Sintomi moderati: sono meno frequenti e possono riferirsi sia ai sintomi lievi precedentemente descritti ma con una intensità maggiore, sia alla reazione allergica ad un componente del vaccino. In quest’ultimo caso i sintomi possono essere locali (eczemi, pustole, gonfiore del sito di inoculo, prurito localizzato, ecc.) o diffusi (rossore generalizzato, pustole pruriginose, prurito diffuso, ecc.).
Sintomi gravi: essi richiedono l’immediato intervento di un Medico Veterinario. Sono dovuti all’anafilassi, reazione allergica violenta, grave e potenzialmente mortale, che si presenta con un gonfiore marcato solitamente del muso e del collo o anche di tutto il corpo.

Un studio del 2005 effettuato su 3.439.576 dosi di vaccino somministrate riporta che i cani di piccola taglia, castrati/sterilizzati e adulti hanno una maggior incidenza delle reazioni avverse.

​Un ultimo accenno deve essere fatto per il cosiddetto “fibrosarcoma da inoculo” del gatto: con un’incidenza variabile tra lo 0,01 lo 0,1%, esso è specifico del gatto e si manifesta con una crescita tumorale del tessuto a livello dei siti di inoculo.

Come spiegato nella domanda “Per quali malattie è consigliato vaccinare il mio gatto?”, ci sono alcune importanti malattie specifiche del gatto, come la rinotracheite infettiva e la calicivirosi, che possono essere trasmesse anche indirettamente attraverso il vettore più a contatto con il gatto, cioè l’uomo. Se un proprietario si lava le mani ogni volta che ha toccato un gatto non suo, le probabilità di trasportare particelle virali contagiose è molto bassa ma non impossibile: per questo motivo, ti consigliamo di fare sempre le vaccinazioni “core” (per la spiegazione, vedasi domande precedenti) anche se il tuo gatto vive sempre in casa.

DISCLAIMER: quanto scritto successivamente NON è da considerarsi ufficiale e le notizie riportate possono essere errate o non aggiornate. Riferirsi solamente alle fonti ufficiali di ogni Paese da e verso cui si viaggia.

Le regole per l’espatrio dipendono sia dal Paese verso cui si viaggia sia dal Paese di partenza perché, non dimentichiamoci, che nella maggioranza dei casi bisogna anche tornare in Italia dal Paese estero e anche il nostro Stato ha delle regole molto precise.

Quanto descritto successivamente è valido per l’espatrio di cani, gatti e furetti verso Paesi dell’Unione Europea (UE), ad esclusione di dove specificato diversamente, con un numero di animali inferiore a 5 e con l’animale che viaggia insieme al proprietario o detentore: da e per Paesi extra-UE si consiglia di verificare i Regolamenti del Paese di destinazione con congruo anticipo – anche 6-7 mesi – poiché alcuni Stati, come l’Australia o gli Emirati Arabi Uniti, richiedono una quantità di esami e dichiarazioni ufficiali che necessitano di parecchi mesi per la loro esecuzione e preparazione.

Espatrio nei Paesi UE

L’espatrio nei Paesi UE è molto semplice e gli obblighi sono:
– il microchip, impiantato obbligatoriamente dietro l’orecchio sinistro;
– il passaporto europeo, da richiedere al Servizio Veterinario dell’ASL in cui è stato registrato l’animale;
– la vaccinazione antirabbica in corso di validità segnata sul passaporto con timbro e firma in originale ricoperta di una pellicola protettiva trasparente (plastificazione o nastro adesivo trasparente).

Per la vaccinazione antirabbica, si ricorda che se non fosse mai stata fatta o fosse scaduta, essa deve essere eseguita obbligatoriamente almeno 21 giorni prima della data di espatrio: nel caso in cui si facesse un richiamo prima della data di scadenza, non ci sarebbero giorni di attesa. Per esempio: se la data di scadenza della vaccinazione antirabbica nel mio animale fosse il 30.12.2020 e facessi il richiamo il 29.12.2020 cioè prima della data di scadenza, potrei espatriare anche il giorno stesso della vaccinazione; nel caso in cui, invece, facessi il richiamo il 31.12.2020 cioè il giorno dopo la data di scadenza, allora sarei obbligato ad aspettare 21 giorni prima dell’espatrio.

La validità della vaccinazione antirabbica è di 3 anni e si ricorda che il punto 2. lett e) dell’Allegato III del Regolamento UE n. 576/2013, sancisce che il periodo di validità della vaccinazione antirabbica dipende da quanto specificato nei foglietti illustrativi dei singoli vaccini utilizzati registrati nello Stato membro in cui il vaccino è stato somministrato: quindi se il vaccino è stato somministrato in Italia, la validità è quella italiana (3 anni).

​La scandinavia (Finlandia, Norvegia e Svezia) ha aderito al Regolamento UE n. 576 del 2013 e non è quindi più obbligatorio eseguire la titolazione degli anticorpi contro la rabbia e la profilassi per l’Echinococcus multilocularis. L’unico obbligo in più rispetto agli altri Paesi UE è la notifica preventiva alla Dogana del Paese di destinazione dell’arrivo dell’animale.

​Per il Regno Unito (GB) le regole cambieranno dal 01.01.2021 e dipenderanno dal tipo di lista dei Paesi extra-UE in cui la GB verrà inserita: per essere aggiornati, controllare il sito ufficiale in inglese del Governo Britannico qui. Attualmente le regole prevedono che l’animale abbia il microchip, il passaporto europeo, la vaccinazione antirabbica in corso di validità segnata sul passaporto come precedentemente descritto e la profilassi contro l’Echinococcus mutlilocularis segnata sul passaporto da eseguire tra le 24 e le 120 ore prima della data di partenza. Bisogna anche verificare che la compagnia aerea, navale o terrestre con cui si effettua il viaggio sia nella lista delle compagnie approvate dal Regno Unito (vedasi al link del Governo Inglese sopra inserito).

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